Il Progetto

MED-LIMES

“Ai Confini del Mediterraneo”

  Immagini e racconti dai confini del Mediterraneo

Rassegna Internazionale del Cortometraggio – II Edizione

Salerno, 24-25-26 Maggio 2019

PROGETTO

 

Il Titolo del progetto: Med-Limes “Ai Confini del Mediterraneo”
L’evento: Rassegna Internazionale del Cortometraggio
Il soggetto:   FONMED – Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo nel Mediterraneo
Le date: 24-25-26 maggio 2019
Il luogo: Salerno

Le premesse

Med-Limes “Ai Confini del Mediterraneo”, Immagini e racconti dai confini del Mediterraneo nasce come Rassegna Internazionale del Cortometraggio che pone l’attenzione sui temi caldi della nostra epoca. Il dramma dell’immigrazione, la scarsità di risorse idriche e alimentari per soddisfare il fabbisogno di milioni di individui, la discriminazione nei confronti delle altre culture sono i temi e i contenuti su cui si basano le produzioni cinematografiche che parteciperanno alla manifestazione. La scelta di trattare questi temi coincide con l’impegno della Fonmed – “Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo nel Mediterraneo” che ha tra gli scopi del suo Statuto l’apertura e il dialogo verso le culture differenti in linea con i Sustainable Development Goals (SDG’s).

 

I Sustainable Development Goals (SDG’s) sono 17 obiettivi che sono stati pensati dall’ONU come parte di un programma di sviluppo sostenibile per migliorare la vita di tutti i popoli del pianeta in modo universale, inclusivo e indivisibile.

 

Si è scelto lo strumento della rassegna cinematografica perché nonostante la crisi che il cinema sta attraversando negli ultimi decenni, rimane ancora molto forte il suo potere comunicativo. Essa è diretta fonte di emozioni, sentimenti, riesce ancora a veicolare messaggi densi di contenuto. Permette allo spettatore di immedesimarsi in luoghi e situazioni, di vivere in contesti e ambienti diversi. Rende lo spettatore più vicino a quel lato umano che altre moderne tecnologie invece sembrano aver abolito.

 

Inoltre, si è voluto proporre la rassegna cinematografica nella forma del cortometraggio indipendente perché tale scelta è sembrata più consona ai temi che l’evento vuole trattare. La discriminazione razziale, l’inquinamento dell’ambiente, la scarsità di cibo sono tra temi collegati, su cui registi emergenti e affermati possono creare intrecci che facciano riflettere, immedesimare, smuovere coscienze.

 

Lo scopo è di costruire un luogo fisico di incontro e confronto tra le diverse culture del Mediterraneo, rappresentate dalle opere di registi appartenenti esclusivamente a quest’area geografica. La Fonmed vuole dare spazio a produzioni cinematografiche minori che spesso non rientrano nelle logiche economiche del cinema odierno, rimanendo sconosciute.

 

Le produzioni cinematografiche hanno una grande capacità di narrazione che ben si presta ai temi su cui l’evento vuole porre l’attenzione. Esse sono lo strumento migliore per veicolare quel messaggio di umanità di cui hanno bisogno tutti i popoli dell’epoca moderna.

Il progetto

Il progetto si basa sulla costituzione di una rassegna cinematografica internazionale che ha come campo di azione il Mediterraneo. La rassegna cinematografica sarà aperta a produzioni di registi appartenenti all’area del Mediterraneo, sia che essi siano emergenti sia che siano affermati.  Il titolo della rassegna è MED-LIMES “Ai Confini del Mediterraneo” e presenta opere girate nella forma del cortometraggio. Si svolgerà a Salerno in tre giorni, dal 24 al 26 maggio 2019. La rassegna sarà aperta a registi italiani e stranieri, purché appartengano all’ area del Mediterraneo. I temi della rassegna sono quelli indicati dall’ONU nell’agosto 2015, in cui 193 paesi hanno concordato i 17 obiettivi del Millennio che sono i seguenti:

  1. Sconfiggere la povertà: porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque;
  2. Sconfiggere la fame: porre fine alla fame, garantire la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile;
  3. Salute e benessere: garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età;
  4. Istruzionedi qualità: garantire a tutti un’istruzione inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente eque e di qualità;
  5. Parità di genere: raggiungere la parità di genere attraverso l’emancipazione delle donne e delle ragazze;
  6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari;
  7. Energiapulita e accessibile: assicurare la disponibilità di servizi energetici accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per tutti;
  8. Lavoro dignitoso e crescita economica: promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
  9. Imprese, innovazione e infrastrutture: costruire infrastrutture solide, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e favorire l’innovazione;
  10. Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all’interno e tra i paesi;
  11. Città e comunità sostenibili: creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi;
  12. Consumo e produzione responsabili: garantire modelli di consumo e produzione sostenibili;
  13. Lotta contro il cambiamento climatico: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze;
  14. Vita sott’acqua: conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile;
  15. Vita sulla terra: proteggere, ristabilire e promuovere l’utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità;
  16. Pace, giustizia e istituzioni solide: promuovere lo sviluppo sostenibile; rafforzare gli strumenti di attuazione e rivitalizzare la partnership globale per lo sviluppo sostenibile.
  17. Partnership per gli obiettivi: rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile

I registi saranno liberi di inviare le loro opere attinenti ad uno o più temi della rassegna. I temi sono stati scelti in relazione ai Millennium Development Goals. Il 1 ° gennaio 2016 sono entrati ufficialmente in vigore i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile – adottati dai leader mondiali nel settembre 2015 in occasione di uno storico vertice delle Nazioni Unite. Nei prossimi quindici anni, con questi nuovi obiettivi che si applicano universalmente a tutti, i paesi mobiliteranno gli sforzi per porre fine a tutte le forme di povertà, combattere le disuguaglianze e affrontare i cambiamenti climatici, garantendo nel contempo che nessuno resti indietro. Gli SDG (Sustainable Development Goals), noti anche come Global Goals, si basano sul successo degli Obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG) e mirano ad andare oltre per porre fine a tutte le forme di povertà. I nuovi obiettivi sono unici in quanto richiedono azioni da parte di tutti i paesi, poveri, ricchi e con reddito medio per promuovere la prosperità e proteggere il pianeta. Riconoscono che porre fine alla povertà deve andare di pari passo con strategie che sviluppano la crescita economica e affrontano una serie di bisogni sociali tra cui istruzione, salute, protezione sociale e opportunità di lavoro, affrontando al contempo i cambiamenti climatici e la protezione ambientale. In particolar modo i temi della Rassegna si rifanno a tutti e 17 i Millennium Development Goals: L’Obiettivo 1 Sconfiggere la povertà ha lo scopo di porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo. Nonostante gli indici di povertà si siano ridotti di più della metà dal 1990, nelle zone in via di sviluppo una persona su 5 vive con meno di 1,25 dollari al giorno. Oltre alla mancanza di risorse e guadagno, il deficit più grande è rappresentato dalla fame e dalla malnutrizione. I governi hanno deciso di attuare entro il 2030 questi traguardi:

  • Ridurre almeno della metà la quota di uomini, donne e bambini di tutte le età che vivono in povertà in tutte le sue forme, secondo le definizioni nazionali.
  • Assicurare che tutti gli uomini e le donne, in particolare i più poveri e vulnerabili, abbiano uguali diritti alle risorse economiche, insieme all’accesso ai servizi di base, proprietà privata, controllo su terreni e altre forme di proprietà, eredità, risorse naturali, nuove tecnologie appropriate e servizi finanziari, tra cui la microfinanza.

L’Obiettivo 2 Sconfiggere la fame ha lo scopo di porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile. Se gestite bene, l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca possono offrire cibo nutriente per tutti e generare redditi adeguati, sostenendo uno sviluppo rurale centrato sulle persone e proteggendo l’ambiente allo stesso tempo. Tuttavia, al giorno d’oggi, i nostri suoli, fiumi, oceani, foreste e la nostra biodiversità si stanno degradando rapidamente. Il cambio climatico sta esercitando pressioni crescenti sulle risorse dalle quali dipendiamo, aumentando i rischi associati a disastri ambientali come siccità e alluvioni. È necessario un cambiamento profondo nel sistema mondiale agricolo e alimentare se vogliamo nutrire 795 milioni di persone che oggi soffrono la fame e gli altri 2 miliardi di persone che abiteranno il nostro pianeta nel 2050. Il settore alimentare e quello agricolo offrono soluzioni chiave per lo sviluppo, e sono vitali per l’eliminazione della fame e della povertà. Ecco perché i governi si sono dati dei traguardi da raggiungere entro il 2030 come:

    • Porre fine alla fame e garantire a tutte le persone, in particolare ai poveri e alle persone più vulnerabili, tra cui neonati, un accesso sicuro a cibo nutriente e sufficiente per tutto l’anno.
    • Garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a proteggere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri disastri e che migliorino progressivamente la qualità del suolo.

L’ Obiettivo 3 Salute e Benessere si configura in un’azione rivolta a tutte le persone di ogni fascia di età. Nonostante siano stati fatti grandi progressi per quanto riguarda l’aumento dell’aspettativa di vita, nell’accesso all’acqua pulita e all’igiene, nella riduzione di malattie pericolose come malaria, tubercolosi e diffusione dell’HIV/AIDS, sono necessari altri sforzi per sradicare un’ampia varietà di malattie. Per ottenere questo risultato i Governi del mondo hanno deciso di:

  • Ridurre la mortalità di neonati e bambini sotto i 5 anni di età. Ridurre di un terzo le morti premature causate da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e la cura.
  • Sostenere la ricerca e lo sviluppo dei vaccini per debellare le malattie trasmissibili e non trasmissibili in via di sviluppo, fornendo l’accesso ai farmaci essenziali e sicuri.
  • Sostenere la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie che colpiscono i paesi in via di sviluppo, fornendo l’accesso ai farmaci essenziali a tutti.
  • Finanziare la formazione, il reclutamento e lo sviluppo del personale sanitario nei paesi in via di sviluppo.

L’ Obiettivo 4 Istruzione di qualità si propone di fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva in grado di offrire opportunità di apprendimento a tutti. Un’istruzione di qualità si configura come la base per migliorare la vita delle persone e raggiungere standard di sviluppo sostenibile, raddoppiando gli sforzi per ottenere l’uguaglianza tra bambini e bambine nell’istruzione primaria. Gli obiettivi dei Paesi entro il 2030:

  • Garantire a tutte le donne e gli uomini un’istruzione a costi accessibili e di qualità; un’istruzione professionale e di terzo livello, compresa l’Università.
  • Eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire la parità di accesso a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale per i più vulnerabili, comprese le persone con disabilità, le popolazioni indigene e i bambini in situazioni difficili.
  • Aumentare notevolmente l’offerta di insegnanti qualificati, anche attraverso la cooperazione internazionale per la formazione degli insegnanti nei Paesi in via di sviluppo, in particolare nei Paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari.

L’ Obiettivo 5 Parità di genere si propone di favorire il raggiungimento dell’uguaglianza di genere. Nonostante il mondo abbia fatto progressi nella parità di genere e nell’emancipazione delle donne, molte di esse continuano a subire discriminazioni e violenze. L’obiettivo è garantire alle donne la parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, ad un lavoro dignitoso, alla rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici. Per tale motivo i Paesi s’impegnano a:

  • Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale.
  • Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica.
  • Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti in tale ambito di riferimento.
  • Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali.

L’ Obiettivo 6 Acqua Pulita e servizi igienico-sanitari intende garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie. La carenza e la scarsa qualità dell’acqua, assieme a sistemi sanitari inadeguati, hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare, sulla scelta dei mezzi di sostentamento e sulle opportunità di istruzione per le famiglie povere di tutto il mondo. La siccità colpisce alcuni dei Paesi più arretrati del mondo, aggravando fame e malnutrizione. Tra i traguardi che i Governi intendono raggiungere rientrano queste priorità:

  • Ottenere entro il 2030 l’accesso universale ed equo all’acqua potabile, sicura ed economica per tutti.
  • Migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale.
  • Espandere entro il 2030 la cooperazione internazionale e il supporto per creare attività e programmi legati alla tutela e alla diffusione dell’acqua e degli impianti igienici nei Paesi in via di sviluppo, compresa la raccolta d’acqua, la desalinizzazione, l’efficienza idrica, il trattamento delle acque reflue e le tecnologie di riciclaggio e reimpiego

L’ Obiettivo 7 Energia pulita ed accessibile si propone di assicurare l’accesso all’energia che rappresenta un elemento essenziale in ogni aspetto della società: per il lavoro, la sicurezza, il cambiamento climatico, la produzione alimentare. I traguardi da raggiungere entro il 2030:

  • Ridurre le emissioni di carbonio producendo energia a bassa intensità di tale sostanza.
  • Aumentare considerevolmente la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia.
  • Facilitare l’accesso alla ricerca e alle tecnologie legate all’energia pulita e promuovere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie dell’energia pulita attraverso la cooperazione internazionale.

L’ Obiettivo 8 Lavoro dignitoso e crescita economica si propone di favorire la crescita economica sostenibile. La metà della popolazione mondiale vive con l’equivalente di 2 dollari al giorno. La mancanza di opportunità lavorative dignitose lede il principio fondante delle società democratiche secondo il quale tutti devono avere uguali opportunità di lavoro per contribuire al progresso. La sfida maggiore per tutti i Paesi del mondo è la creazione di posti di lavoro di qualità. Una crescita economica e sostenibile è possibile se le società riescono a creare le condizioni che permettono alle persone di trovare posti di lavoro, stimolando le economie e non danneggiando l’ambiente.   I Governi s’impegnano a:

  • Promuovere politiche orientate allo sviluppo che supportano le attività produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e l’innovazione, e che incoraggiano la formazione e la crescita delle piccole-medie imprese, anche attraverso l’accesso a servizi finanziari.
  • Proteggere il diritto al lavoro creando le condizioni necessarie attraverso provvedimenti immediati ed effettivi per sradicare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù e alla tratta degli esseri umani, abolire entro il 2025 il lavoro minorile in ogni sua forma.
  • Sviluppare una strategia globale per favorire l’occupazione giovanile e implementare il Patto Globale per l’Occupazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

L’ Obiettivo 9 Imprese, innovazione e infrastrutture si propone di stimolare investimenti in infrastrutture – trasporti, irrigazione, energia e tecnologie dell’informazione e della comunicazione – che sono cruciali per la realizzazione dello sviluppo sostenibile.   Per tale motivo, l’impegno dei Paesi del mondo entro il 2030 si concentra nelle seguenti azioni:

  • Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti – comprese quelle regionali e transfrontaliere – per supportare lo sviluppo economico e il benessere degli individui, con particolare attenzione ad un accesso equo e conveniente per tutti.
  • Adottare tecnologie e processi industriali più puliti e più sani per l’ambiente migliorando le infrastrutture e riconfigurando le industrie.
  • Supportare lo sviluppo tecnologico interno, la ricerca e l’innovazione nei Paesi in via di sviluppo in modo da aumentare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, impegnandosi a fornire l’accesso ad Internet in maniera universale ed economica.

  L’ Obiettivo 10 Ridurre le disuguaglianze si propone di ridurre le disuguaglianze tra le nazioni per favorire un contesto inclusivo e non esclusivo di tutti i popoli che vivono e si muovono nel mondo, che è il luogo della condivisione e non della separazione. La comunità internazionale ha fatto progressi significativi per sottrarre le persone alla povertà.  Le Nazioni più vulnerabili – i Paesi meno sviluppati, i Paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare e i piccoli stati insulari in via di sviluppo – continuano a farsi strada per ridurre la povertà. Tuttavia, l’ineguaglianza persiste e rimangono grandi disparità di accesso alla sanità, all’educazione e ad altri servizi. Inoltre, mentre la disparità di reddito tra i diversi Paesi sembrerebbe essersi ridotta, la disparità all’interno di un medesimo Paese è aumentata. È dimostrato che, oltre una certa soglia, l’ineguaglianza danneggia la crescita economica e la riduzione della povertà, la qualità delle relazioni nella sfera pubblica e politica e il senso di soddisfazione e di autostima del singolo. Per tale motivo, i Governi s’impegnano a:

  • a raggiungere progressivamente e a sostenere – entro il 2030 – la crescita del reddito del 40% della popolazione nello strato sociale più basso ad un tasso superiore rispetto alla media nazionale.
  • a potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, stato economico o altro.
  • ad assicurare pari opportunità ed a ridurre le disuguaglianze nei risultati, anche eliminando leggi, politiche e pratiche discriminatorie e promuovendo legislazioni, politiche e azioni appropriate a tale proposito.

L’ Obiettivo 11 Città e comunità sostenibili si propone di rendere le città e le comunità inclusive, durature e sostenibile. Tuttavia le città per essere dei contesti inclusivi, duraturi e soprattutto sostenibili devono superare numerose sfide. Ad esempio l’inquinamento urbano, il degrado delle infrastrutture, la scarsità di alloggi per tutti, mancanza di fondi per i servizi base. Per tale motivo, c’è bisogno di un impegno di tutti i Governi del mondo a:

  • garantire l’accesso ad un sistema di infrastrutture sicuro, conveniente e sostenibile migliorando i trasporti pubblici e venendo incontro ai bisogni di quelle fasce della popolazione più vulnerabili come anziani, donne e bambini.
  • fornire l’accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili. Per fare ciò bisogna aumentare considerevolmente il numero delle città che adottano piani e politiche integrati, tesi all’inclusione, all’efficienza delle risorse, alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla resistenza ai disastri, e che promuovono e attuano una gestione olistica del rischio di disastri a tutti i livelli.

L’ Obiettivo 12 Consumo e produzione responsabili si propone di garantire modelli sostenibili di produzione e consumo. Il consumo e la produzione sostenibile puntano a “fare di più e meglio con meno”, aumentando i benefici in termini di benessere tratti dalle attività economiche, attraverso la riduzione dell’impiego di risorse, del degrado e dell’inquinamento nell’intero ciclo produttivo, migliorando così la qualità della vita. È necessario per questo un approccio sistematico e cooperativo tra soggetti attivi nelle filiere, dal produttore fino al consumatore. Ciò richiede, inoltre, di coinvolgere i consumatori in iniziative di sensibilizzazione al consumo attraverso stili di vita sostenibili, offrendo loro adeguate informazioni su standard ed etichette, e coinvolgendoli, tra le altre cose, nell’approvvigionamento pubblico sostenibile. Mentre un impatto ambientale significativo nel settore alimentare si verifica a partire dalle fasi di produzione (agricoltura e settore agro-alimentare), le famiglie influenzano tale impatto attraverso scelte e abitudini alimentari. Ciò, a sua volta, ha un impatto sull’ambiente attraverso l’energia consumata per la produzione di cibo e la generazione di rifiuti. 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vanno sprecate ogni anno, mentre quasi 1 miliardo di persone soffre di denutrizione e un altro miliardo soffre la fame. I traguardi da raggiungere entro il 2030:

  • dimezzare lo spreco alimentare globale pro-capite a livello di vendita al dettaglio, ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e di fornitura, comprese le perdite del post-raccolto;

 

  • ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo;
  • accertarsi che tutte le persone, in ogni parte del mondo, abbiano le informazioni rilevanti e la giusta consapevolezza dello sviluppo sostenibile e di uno stile di vita in armonia con la natura.

L’ Obiettivo 13 Lotta contro il cambiamento climatico si propone di promuovere azioni a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico. Il cambiamento climatico sta interessando tutti i Paesi del mondo. Le emissioni di gas a effetto serra, derivanti dalle attività umane, sono la forza trainante del cambiamento climatico e continuano ad aumentare. Attualmente sono al loro livello più alto nella storia. Se non si prendono provvedimenti, si prevede che la temperatura media della superficie terrestre aumenterà nel corso del XXI secolo e probabilmente aumenterà di 3°C in questo secolo. Le persone più povere e vulnerabili sono le più esposte. Per far fronte ai cambiamenti climatici, i Paesi si impegnano a:

  • rendere effettivo l’impegno assunto dai partiti dei Paesi sviluppati verso la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, che prevede la mobilizzazione – entro il 2020 – di 100 miliardi di dollari all’anno, provenienti da tutti i Paesi aderenti, da indirizzare ai bisogni delle comunità in via di sviluppo.
  • migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale per quanto riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento, la riduzione dell’impatto e l’allerta tempestiva.

L’ Obiettivo 14 Vita sott’acqua si propone di conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. Gli oceani del mondo con la loro temperatura, la loro composizione chimica, le loro correnti e la loro vita influenzano i sistemi globali che rendono la Terra un luogo vivibile per il genere umano. L’acqua piovana, l’acqua che beviamo, il meteo, il clima, le nostre coste, molto del nostro cibo e persino l’ossigeno presente nell’aria che respiriamo sono elementi in definitiva forniti e regolati dal mare. Un’attenta gestione di questa fondamentale risorsa globale è alla base di un futuro sostenibile. Per tale motivo i Paesi del mondo si sono impegnati a:

  • prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma.
  • regolare in modo efficace la pesca e porre termine alla pesca eccessiva, illegale, non dichiarata e non regolamentata e ai metodi di pesca distruttivi. Implementare piani di gestione scientifica così da ripristinare l’ecosistema ittico.
  • preservare almeno il 10% delle aree costiere e marine, aumentare i benefici economici dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, facendo ricorso a un utilizzo più sostenibile delle risorse marine, compresa la gestione sostenibile della pesca, dell’acquacoltura e del turismo.

L’ Obiettivo 15 Vita sulla Terra si propone di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Le foreste coprono il 30% della superficie terrestre e sono essenziali per il contrasto al cambiamento climatico, la protezione della biodiversità e delle popolazioni indigene. Ogni anno 13 milioni di ettari di foreste scompaiono a causa della deforestazione e desertificazione. I Governi si sono impegnati a:

  • garantire la conservazione, il ripristino e l’utilizzo sostenibile delle foreste, delle paludi, delle montagne e delle zone aride, arrestando la deforestazione e la desertificazione.
  • ripristinare le foreste degradate e favorire ovunque la riforestazione e il rimboschimento.
  • agire per porre fine al bracconaggio e al traffico delle specie protette di flora e fauna e combattere il commercio illegale di specie selvatiche.

L’ Obiettivo 16 Pace, giustizia e istituzioni solide si propone di promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, fornire l’accesso alla Giustizia per tutti e creare Istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli. Corruzione, concussione, furto ed evasione fiscale costano ai Paesi in via di sviluppo circa 1,26 mila miliardi di dollari l’anno. Questa somma di denaro potrebbe essere usata per sollevare coloro che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno al di sopra di tale soglia per almeno sei anni. Per creare una società inclusiva e giusta, i Governi del mondo si impegnano a:

  • ridurre la corruzione e gli abusi di potere in tutte le loro forme attraverso lo sviluppo di Istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti e garantendo un processo decisionale aperto a tutti, partecipativo e rappresentativo a tutti i livelli.
  • entro il 2030, fornire identità giuridica a tutti e proteggere le libertà fondamentali combattendo tutte le forme di violenza come il crimine e il terrorismo.
  • porre fine all’abuso, allo sfruttamento, al traffico di bambini e a tutte le forme di violenza e tortura nei loro confronti.

L’ Obiettivo 17 Partnership per gli obiettivi si propone di rafforzare i mezzi di attuazione e di rinnovamento del partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile. Per avere successo, l’agenda per lo sviluppo sostenibile richiede partenariati tra Governi, settore privato e società civile. Queste collaborazioni inclusive, costruite su principi e valori, su una visione comune e su obiettivi condivisi, che mettano al centro le persone e il pianeta, sono necessarie a livello globale, regionale, nazionale e locale. I traguardi da raggiungere riguardano diversi settori:

  • Finanza: i Paesi industrializzati devono rispettare i loro impegni ufficiali di aiuto ai Paesi in via di sviluppo mobilitando le risorse economiche al fine di aumentarne la capacità fiscale interna, la riscossione delle entrate e aiutarli a far fronte al debito a lungo termine che questi Paesi sostengono.
  • Tecnologia: promuovere nei Paesi in via di sviluppo la crescita, lo scambio e la diffusione di tecnologie rispettose dell’ambiente a condizioni favorevoli, attraverso patti agevolati e preferenziali stabiliti di comune accordo.
  • Capacità di sviluppo: accrescere il supporto internazionale per implementare nei Paesi non industrializzati uno sviluppo delle capacità efficace e mirato al fine di sostenere i piani nazionali per la realizzazione di tutti gli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile, attraverso la cooperazione Nord-Sud, Sud-Sud e quella triangolare.
  • Commercio: promuovere un sistema di scambio universale, regolamentato, aperto, senza discriminazioni e multilaterale sotto il controllo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Incrementare le esportazioni dei Paesi emergenti fornendo l’accesso al mercato libero da dazi.

Si è scelto di puntare l’attenzione su questi obiettivi specifici in quanto i Millennium Development Goals sono tra gli scopi sociali della FONMED – “Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo nel Mediterraneo”, promotrice dell’evento. Il contesto in cui si svolgerà la rassegna cinematografica sarà la città di Salerno, terra di mare e di incontro di civiltà differenti. Luogo che dalla commistione di tante anime culturali ha visto nascere la Scuola Medica Salernitana, la prima e più importante istituzione medica d’Europa nel Medioevo. Il Mediterraneo un tempo luogo della democrazia, della fratellanza, dell’unione dei popoli testimoniata dalla vastità delle sue acque che come in un abbraccio accoglievano tutti, oggi ha visto assistere alla trasformazione di una società sempre più chiusa nei confini territoriali come nell’animo. L’apertura, l’unione, la condivisione hanno lasciato il posto al pregiudizio razziale, alla xenofobia, alla retorica dell’invasione. Occorre riportare il Mediterraneo nella sua posizione di mediatore. Per poterlo fare, bisogna promuovere una cultura del rispetto, della coesione, del principio di solidarietà, del confronto e del dialogo. Il mezzo più consono a questo scopo non può altro che essere il cinema, perché diretto e sempre attuale. Il cinema racconta del vecchio e del nuovo allo stesso tempo e si rivolge ad una platea variegata per sesso, interessi, età.

Gli obiettivi di progetto

Gli obiettivi generali che la rassegna cinematografica Med-Limes “Ai Confini del Mediterraneo” si propone di perseguire sono: 1) Utilizzare il mezzo cinematografico per diffondere e far conoscere le differenti culture e identità che convivono nell’area mediterranea. 2) Far conoscere le produzioni cinematografiche minori, opere di registi emergenti che hanno un grande valore culturale.   3) Porre l’attenzione sui temi dei 17 SDGs, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile; diffondendone i principi, gli strumenti e gli impegni individuali che ogni cittadino e Stato firmatario può assumersi per il loro raggiungimento.

A chi è rivolto il progetto

La rassegna cinematografica Med-Limes “Ai Confini del Mediterraneo” si rivolge ai popoli del Mediterraneo ma in senso più ampio a tutti i popoli del mondo. In particolar modo alle giovani generazioni che bisogna educare ai temi del rispetto del prossimo e dell’ambiente. La comune identità dei popoli del Mediterraneo costituisce il vantaggio e la marcia in più che serve a superare i concetti di odio e di pregiudizio razziale. I popoli di quest’area hanno le potenzialità insite nel loro retaggio culturale che gli permettono di creare un mondo fatto di pace e di stabilità.

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